Gli animali di Casa Beth: i custodi silenziosi del posto
A Casa Beth gli animali non sono un dettaglio decorativo. Sono arrivati uno per uno, ognuno con la sua storia, e sono diventati parte di questo luogo quanto la terra, la yurta e l’orto. Chi viene qui li incontra subito — e spesso sono loro il primo contatto vero con il ritmo diverso di questo posto.

Pippo
Pippo è il capogruppo. Il primo arrivato, insieme a Vanessa, da Bologna.
È siciliano — preso in canile quando aveva sei mesi, dopo un inizio di vita non facile.
Con gli umani è diffidente, cauto, silenzioso.
Non abbaia, non si impone.
Ma osserva tutto, sempre: gli animali, le persone, il posto.
È il custode — nel senso più pieno della parola.

Neo
Neo è il gatto nero. Il nome viene da Matrix: è lui il guaritore di casa. Trovato a Villa Simius, sotto un albero, un giorno di pioggia.
Con Vanessa ha un legame simbiotico — lei stessa lo chiama il suo secondo marito.
Con Massimo ha impiegato un po’ più di tempo, ma alla fine ha ceduto anche lui. Neo sa dove stare, e lo sa sempre prima degli altri.

Shira e Margot
Shira è stata trovata in mezzo alla strada, investita.
Il veterinario ha comunicato che era incinta.
Vanessa non se la è sentita di sterilizzarla — e Shira ha fatto sette gattini, in un bel giorno di luna nuova.
Margot è quella rimasta, insieme alla madre.
Loro due presidiano il fuori, il territorio, il terreno. Le più selvatiche, le più libere.

Sibilla
Sibilla è l’ultima arrivata.
Trovata a Costa Rei, piccola, denutrita, con la codina storta.
L’ha recuperata Massimo.
Adesso è cresciuta: dolce, allegra, ma fa solo quello che vuole — si fa tenere solo da chi ritiene opportuno.
Di notte esce, caccia, sparisce e torna.
È la vandala di casa, la streghetta, come la chiama Vanessa.

Ettore
Ettore merita un capitolo a parte.
È stato trovato da Pippo — letteralmente — nel bidone della spazzatura fuori casa.
Aveva meno di un mese e mezzo.
Da quel giorno ha scombussolato la vita di tutti: degli altri animali, dei vicini, degli ospiti.
Esce dal cancello, porta gioia e caos in quantità industriali, soffre di gelosia per chiunque riceva attenzioni che lui ritiene sue.
È il braccio destro di Massimo — da quando è arrivato, Massimo per lui ha la precedenza su tutto.

Artù, Rocky e le galline
Artù è il gallo capogruppo.
Rocky è arrivato dopo — era stato bullizzato da altri galli, malridotto.
Gli hanno dato un pollaio tutto suo, tempo e spazio per riprendersi.
Si è ripreso eccome: adesso è grande, bello, e anche lui ha i suoi pulcini.
Le galline sono diventate tante, piano piano, e ogni mattina portano le uova — fresche, vere, parte di tutto quello che Casa Beth mette in tavola ogni giorno.
Questi animali non sono un’attrazione. Sono la prova più concreta di quello che Casa Beth è davvero: un luogo che accoglie, recupera, lascia spazio a chi ne ha bisogno. Che si tratti di persone o di animali, il principio è lo stesso.


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